Pochi giorni fa è arrivata la notizia da molti attesa e da tanti sperata: la nuova serie Sex Education è stata rinnovata per una seconda stagione. La notizia non è certo un fulmine a ciel sereno, la prima stagione del nuovo teen Netflix, infatti, si era chiusa con molti interrogativi e tutte le storyline erano ben lontane da una conclusione. Inoltre la serie è stata da subito un successo di critica e pubblico, grazie anche ad una campagna pubblicitaria accattivante. Tuttavia, la notizia del rinnovo tardava ad arrivare e questo aveva da subito terrorizzato i fan di tutto il mondo che ben presto hanno imparato a temere le sorprese di Netflix: ricordate cosa è successo a Sense8? Per fortuna la bella notizia alla fine è arrivata, per la gioia di tutti coloro che hanno guardato la prima stagione. Ci sarebbe da chiedersi: ma qual è il motivo di tanto entusiasmo? Non si tratta forse dell’ennesimo teen alla Skins?

Ebbene, indubbiamente Sex Education può essere definito una serie teen, in quanto ne ha tutte le caratteristiche: il protagonista timido e ingenuo, il miglior amico gay e divertente, un amore non corrisposto (o forse sì?) e un triangolo amoroso; e poi ovviamente tutti i temi classici quali omofobia, bullismo, incomprensioni tra genitori e figli, scoperta del sé. Ma cosa rende, quindi, questa serie tanto speciale?

La serie ha per protagonista Otis (Asa Butterfield) un giovane liceale che vive con sua madre Jean, , una terapeuta sessuale interpretata dalla meravigliosa Gillian Anderson di X-Files. Al rientro dalle vacanze estive, Otis e il suo migliore amico Eric notano che tutti i loro compagni hanno avuto le loro prime esperienze sessuali durante l’estate. Fino a qui nulla di strano, finché Otis, ancora vergine, non incontra Maeve, una giovane disinibita e sicura di sé, che nota il potenziale di Otis e gli propone di aprire una “clinica del sesso” per aiutare i molti giovani in difficoltà della loro scuola dietro un compenso. Otis metterà in campo quanto imparato grazie alla madre sessuologa, e non in prima persona, e così in ciascuno degli otto episodi riuscirà ad aiutare i suoi compagni a superare i loro “problemi sessuali”.

In realtà, la tematica sessuale è solo il mezzo attraverso il quale la serie affronta importanti questioni sociali che sono centrali nella vita di tutti gli adolescenti. La serie è estremamente ironica, spesso esplicita ma senza mai risultare volgare, e tratta alcuni delicati argomenti in una maniera nuova e decisamente non stereotipata, anzi, normalizza la sessualità anziché mostrarla come qualcosa di cui non si deve parlare: il tema dell’aborto, ad esempio, viene descritto in maniera non superficiale ed entrambe le posizioni in merito vengono esplicitate anche se, ovviamente, dalla sceneggiatura emerge una propensione evidente alla posizione favorevole all’aborto, mentre la posizione opposta è fortemente ironizzata e a tratti ridicolizzata. Allo stesso tempo ci viene mostrato il dolore provato dalle donne mentre compiono questo atto, le difficoltà che una scelta del genere comporta, ma l’evento non diviene centrale o essenziale per la serie, né viene visto come traumatizzante.

Netflix assume quindi una posizione rischiosa ma anche coraggiosa, uscendo dalla retorica relativa alla maternità delle adolescenti e mostrando, per la prima volta, donne decise nel compiere un tale gesto, senza rimorsi, ma non per questo insensibili. L’aborto è inteso come una scelta della donna, e non come spesso viene ritratto, come un evento traumatico e di cui pentirsi. Anche la sessualità femminile è trattata in maniera appropriata e innovativa da una sceneggiatura intelligente: si parla di body shaming, masturbazione femminile e dei pregiudizi nei confronti di donne (ma non di uomini) che hanno una certa libertà sessuale. Sex Education è, in sostanza, una serie realmente educativa per i giovani (e non solo) e  lo dimostrano alcune scene in cui i tipici stereotipi televisivi vengono rovesciati: siamo abituati, oramai, alle storie d’amore nate quasi per l’insistenza di uno dei due partner che, con stravaganti gesti a dimostrazione del proprio amore, alla fine conquista l’amato, o più spesso, l’amata. Qui, invece, si chiarisce che i grandi gesti d’amore sono utili solo nei film, che l’amore non si può comprare o conquistare con mosse azzardate e che no significa no, anche quando pensiamo che l’altro potrebbe, alla fine, cambiare idea.

Insomma questa serie ha tutte le carte in regola per conquistare il nostro interesse: interpretazioni eccellenti, forti anche di una sceneggiatura e di una regia che sanno sottolineare sapientemente i punti di forza dei protagonisti, ma con personaggi, anche minori, ben caratterizzati e valorizzati, che ci vengono mostrati in tutte le loro diverse sfaccettature; un’età, quella della adolescenza che, per una volta, non è rappresentata in maniera superficiale e idealizzata, ma con tutte le sue difficoltà e amarezze. Gli adolescenti di questa serie, a loro volta, non sono omologati ma ciascun personaggio è contrassegnato da specifiche caratteristiche, modi di fare e di pensare diversi: alcuni sono più maturi, altri completamente immaturi, ma nella sostanza, il ritratto che viene offerto allo spettatore risulta realistico; esattamente, come quello degli adulti, che in questa serie, non rappresentano la figura onnipotente di alcune teen-series, che ha sempre la risposta giusta e la soluzione ad ogni problema, né tanto meno vengono raffigurati come assenti, immaturi e più problematici dei loro figli, come invece, talvolta vediamo in altre serie. Se la sessualità è normalizzata, e l’adolescenza è resa in maniera realistica, anche all’età adulta viene resa giustizia: i genitori sono anch’essi esseri umani, con sentimenti, desideri, aspirazioni e non sempre compiono la cosa giusta, non sempre sono d’esempio per i loro figli, anzi, qualche volta accade proprio il contrario.

Potremmo aggiungere ancora molti commenti a questa prima stagione di Sex Education, ma per poter apprezzare appieno questa serie non sono necessarie ulteriori parole o recensioni approfondite, piuttosto bisogna semplicemente vederla.