I Medici è una serie televisiva anglo-italiana creata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer e diffusa in Italia dalla Rai. La prima stagione, trasmessa a partire da Ottobre 2016, vedeva come protagonista Richard Madden (l’indimenticabile Robb Stark de Il Trono di Spade), nei panni di Cosimo de’ Medici, detto Cosimo il Vecchio.

In questa prima stagione, Medici: Masters of Florence, durata otto episodi, abbiamo assistito all’ascesa della casata dei Medici, famiglia di banchieri, nella vita politica ed economica della Firenze rinascimentale. Cosimo, giovane ragazzo di grande cultura, ammira a Roma e Firenze l’abilità artistica dei più grandi scultori, architetti e pittori dell’epoca, arrivando a commissionare la costruzione della famosa Cupola del Duomo di Firenze, realizzata da Filippo Brunelleschi.

Richard Madden interpreta il protagonista Cosimo nella prima stagione de I Medici.

La seconda stagione, Medici: The Magnificent, segue, invece, le vicende dei sicuramente più celebri nipoti di Cosimo: Lorenzo, detto il Magnifico, e Giuliano de’ Medici. Anche in questa seconda stagione della serie, l’arte è un elemento centrale sia nella trama – infatti, tra i protagonisti figura Sandro Botticelli (Sebastian de Souza), pupillo e amico di Lorenzo de’ Medici – sia nelle scenografie. Altro punto di forza della serie, in entrambe le stagioni, è un cast variegato che vanta nomi di tutto rispetto italiani e non: se nella prima stagione accanto al bel Robb de il Trono di Spade figuravano Dustin Hoffman, David Bradley, (un’altra vecchia conoscenza de Il Trono di Spade, nonché l’Argus Gazza della saga potteriana), Alessandro Preziosi e Miriam Leone, questa seconda stagione non è stata da meno.

Ad interpretare Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici abbiamo, infatti, due attori assai noti tra i telefili più giovani, con Daniel Sharman (Teen Wolf) nei panni del primo e Bradley James, (il re Artù di Merlin), in quelli del secondo. Inoltre, la produzione de’ I Medici, continua a pescare nomi tra gli interpreti della serie più sanguinosa dell’HBO, e infatti a vestire i panni dello spietato Jacopo de’ Pazzi vi è Sean Bean, l’amatissimo Ned Stark de Il trono di Spade, al quale si aggiungono gli italiani Alessandra Mastronardi e Raul Bova.

La nostra opinione – senza spoiler – della seconda stagione de I Medici

La seconda stagione di questa serie si basa sul romanzo storico di Michele Gaza intitolato “I Medici: Lorenzo il Magnifico”. Come nel libro, anche la serie romanza eventi realmente accaduti ad una delle più potenti e celebri famiglie italiane del Rinascimento. Il romanzo ha come protagonista Lorenzo de’ Medici, poeta e banchiere fiorentino, che è sicuramente tra le personalità italiane più importanti e famose al mondo. Per questa ragione, probabilmente, la produzione della serie ha deciso di dedicare ben due stagioni alla sua figura, che nella prossima stagione, girata proprio in questi giorni in Italia, vedremo invecchiare.

Rispetto alla prima, questa seconda stagione ha posto il suo focus maggiormente sulle questioni politiche ed economiche che interessavano i Medici in quel periodo e sulle questioni amorose – solo in parte frutto di fantasia – dei suoi protagonisti principali, Lorenzo, Giuliano e la meno nota sorella Bianca. Sebbene più attendibile dal punto di vista storico rispetto alla prima stagione, ma comunque poco fedele, questa seconda stagione, che aveva tutte le giuste premesse per essere intrigante e accattivante, è risultata sottotono rispetto alla prima. Viene, innanzitutto, a mancare l’elemento “thriller” che aveva reso tanto appassionante la prima stagione, con l’uccisione di Giovanni de’ Medici, padre di Cosimo. In questo caso, invece, il punto di arrivo della serie è quello della ben nota Congiura ordita dai Pazzi ai danni dei fratelli de’ Medici, nel 1478.

Daniel Sherman è Lorenzo Il Magnifico in questa seconda stagione de I medici.

La serie ci mostra, fin dalla prima scena, l’inevitabile destino dei suoi protagonisti, tornando poi indietro di qualche anno al 1469, per indicare gli eventi che hanno portato allo scoppio di tanta violenza a Firenze. Proprio le ragioni della congiura, appaiono poco convincenti, troppo romanzate, o comunque poco chiare. Perché la famiglia Pazzi odia tanto i Medici? Le reali ragioni le conosciamo tutti, sono sempre un po’ le solite in ambito storico: potere, vantaggi economici, politica. Nella serie, però, tutte queste ragioni vengono messe in secondo piano, per restituire un’immagine più “angelica” e meno da stratega, quale storicamente fu, di Lorenzo. Sembra, infatti, che il Lorenzo della serie televisiva sia interessato più al bene degli altri che al proprio, che voglia avvantaggiare tutti, compresi i Pazzi, e non solo sé stesso e la sua banca. Per perseguire questo anacronistico e inverosimile intento, alcuni personaggi appaiono poco o per nulla caratterizzati: i cattivi sono tali senza reali ragioni, i buoni sono sempre buoni anche a costo di fare il proprio male.

Le interpreti femminili non riescono a spiccare nella seconda stagione de I Medici.

La pecca più grave di questa nuova stagione dei Medici risiede, purtroppo, proprio nel personaggio di Lorenzo: banale, superficiale e perlopiù noioso sia a causa di un’interpretazione tutt’altro che brillante da parte del giovane Sherman, sia di una scrittura che nel tentativo di “ripulire” il Magnifico da tutti i suoi numerosi peccati politici, ha finito con l’appiattirlo. Difficilmente si riesce a provare la stessa empatia e simpatia suscitate nella prima stagione, nei confronti dei personaggi femminili, anche loro vittime di una scrittura superficiale e banalizzante, come per il personaggio di Clarice (Syvonne Karlsen), copia sbiadita della temeraria Contessina della prima stagione.

Anche le vicende amorose dei personaggi, per quanto centrali, si risolvono tutte in maniera eccessivamente frettolosa: troppo velocemente Lorenzo rinuncia alla sua amatissima Lucrezia, interpretata dalla Mastronardi, che come la storia ci insegna egli davvero amò – anche se probabilmente solo platonicamente – per tutta la vita; troppo velocemente si è sviluppata la storia d’amore più romantica di sempre, tra il giovane Giuliano e la bella Simonetta Vespucci, musa di Botticelli. E assolutamente poco convincente è stata la trovata alla Romeo e Giulietta, della storia d’amore tra Bianca de’ Medici, interpretata da Aurora Ruffino, e Guglielmo Pazzi.

Sean Bean veste i panni dello spietato Jacopo de’ Pazzi in questa stagione de I Medici.

Le note positive di questa seconda stagione – che per il resto appare più come un momento di transizione tra la prima stagione più mistery e una (si spera) più complessa terza stagione – sono sicuramente Matteo Martari, interprete di Francesco de’ Pazzi, che è riuscito nell’impresa di rubare la scena ad attori del calibro di Bean e Bova, non al massimo della loro forma qui, e sicuramente molto apprezzato è il personaggio di Botticelli, per quanto stranamente secondario nei primi episodi, ma del quale abbiamo potuto apprezzare l’evoluzione artistica nel finale di stagione. Altro personaggio fondamentale per la (parziale) riuscita di questa stagione è indubbiamente Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo e Giuliano, interpretata da una bravissima Sarah Parish che dona al suo personaggio una fermezza e credibilità che nella prima stagione, non aveva e non poteva avere. Sarà proprio lei a sancire con un’unica sillaba urlata in maniera straziante – e non doppiata in italiano – “No”, il momento più emozionante della serie.

Infine, è da sottolineare anche in questa nuova stagione il magistrale utilizzo della musica, a cura di Paolo Buonvino, che riesce con maestria a sottolineare i momenti salienti di ogni episodio. Centrale, in questo senso, è la bellissima canzone di Skin, “Revolution Bones”, che ancora una volta firma la sigla della serie, dopo la “Renaissance” della prima stagione.

REVIEW OVERVIEW
I Medici - Stagione 2
5
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Studentessa di psicologia presso l'università degli studi di Napoli Federico II (e no, non posso leggervi nel pensiero), a tempo perso cinefila, bookworm e telefilm addicted. Nata e cresciuta a Napoli, ad acqua pizza e Woody Allen. Possiamo discutere (e scrivere!) di tutto ma non definite pizza quella di Cracco perché non ragiono.