Da leggere prima di questo articolo: Taboo e Peaky Blinders: James Delaney VS Thomas Shelby (Parte I)

Essere disposti a tutto: il fine giustifica i mezzi?

Un altro parallelisimo che potremmo fare fra i due protagonisti riguarda il modo con cui arrivano quasi sempre a raggiungere i loro obiettivi. Sir Stuart Strange (capo della Compagnia delle Indie Orientali) definisce James come un “dannato bastardo inglese” che si prende gioco dei potenti, così come anche Thomas non è altro che uno zingaro inglese con aspirazioni più grandi della sua umile origine. Sia James che Thomas hanno infatti sempre un piano in testa e sono sempre un passo avanti, sfidano i potenti non solo con la forza e la violenza ma soprattutto con la diplomazia e l’astuzia ed è proprio tramite esse che raggiungono i migliori risultati. Entrambi hanno occhi e orecchie ovunque, sfruttano i punti deboli degli avversari ma anche delle persone a loro vicine per il raggiungimento, a parere loro, di un bene maggiore. Ed è proprio quello che fa ad esempio Thomas con Lizzie quando sfrutta il suo ormai vecchio mestiere di prostituta per ingannare un ufficiale, così come, similmente fa James con il suo vecchio amico Godders (di giorno alto ufficiale della Compagnia delle Indie Orientali e di notte travestito nei locali per soli uomini).

Sia l’uno che l’altro sfruttano determinati punti deboli, in questo caso i loro segreti ed i sentimenti che entrambi provavano nei loro confronti. Entrambi inoltre sfidano i potenti ma poi, in determinate occasioni, sono ricattati dai potenti stessi (ad es. Churchill con Thomas e Dumberton, ovvero il dottore della Società Americana della Corrispondenza Segreta di Londra, con James). Si tratta quindi di due persone opportuniste ma capaci anche, alle volte, di provare tenerezza e pietà: è ciò che dimostra ad esempio James quando libera il canarino imprigionato nella gabbia o quando per strada regala un’arancia ad una bambina e delle monete ai poveri. È lo stesso James che poi, credendosi colpevole, rimarrà profondamente turbato e afflitto dalla morte di Winter (ragazzina figlia della padrona del bordello).

Due anime incomplete potremmo definirle, due anime che riescono difficilmente ad instaurare legami profondi e sinceri fino in fondo con gli altri esseri umani. Legami che invece è interessante osservare sembrano riuscire a creare con determinati animali. È il caso dei cavalli per Thomas, animali eleganti e silenziosi che rappresentano proprio la principale passione per il capo dei Peaky Blinders e con cui egli stesso è solito passare il suo tempo libero, proprio come se fossero i cavalli stessi, in un gioco di carezze e sguardi, i soli a poterlo capire fino in fondo. L’animale alter ego per James invece sembra essere il cane randagio che incontra sulla spiaggia, un cane deperito lontano da ogni ideale di bellezza estetica, relegato ai margini della Londra per bene e destinato a vagare in riva al mare in cerca di carcasse con cui nutrirsi. Un’anima nomade, girovaga proprio come quella di James e proprio come lui viene evitato ed evita i contatti con le altre persone. L’unica eccezione è rappresentata da James stesso a cui l’animale sorprendentemente si avvicina iniziandolo a seguire. I due sembrano instaurare un legame particolare essendo due anime abituate al dolore e alla presenza della morte, come se il cane stesso vedesse in James più morte che vita stessa.

Entrambi hanno inoltre in comune un complicato rapporto col padre. Arthur Shelby Sr, padre di Tom, era infatti considerato da egli stesso un ladro, un imbroglione ed un codardo avendo abbandonato la famiglia quando i tre fratelli Shelby erano ancora piccoli. La figura del padre di James invece sembra essere avvolta da determinati misteri e segreti che ancora non ci è dato sapere. Egli viene descritto da Brace, il maggiordomo, come “metà uomo che faceva accordi con i fantasmi fra le fiamme e parlava una lingua che suonava come una lotta fra corvi”. James prova rabbia nei suoi confronti essendo convinto che la pazzia e la prigionia destinata a sua madre fossero opera e colpa sua.

Il dualismo dello spirito

È inoltre possibile notare un’interessante forma di dualismo che caratterizza lo spirito dei due protagonisti. Se da una parte abbiamo il lato razionale e ragionevole, quello che permette loro di beffare gli avversari con l’astuzia e che, citando Nietzsche , potremmo chiamare lo spirito apollineo, dall’altra parte abbiamo il lato impulsivo e irrazionale, quello che Nietzsche chiamerebbe lo spirito dionisiaco e che, a volte, sfocia in forme di violenza che sfuggono ad ogni espressione di equilibrio e serenità dello spirito. Si tratta di veri e propri scatti di “ultraviolenza” kubrickiana come quando James aggredisce nel vicolo il sicario incaricato di ucciderlo staccandone lembi di pelle a morsi dal collo o come quando tortura ed uccide chi cerca di ostacolare il suo cammino. L’aggressione nel vicolo, accompagnata da musica classica sinfonica a creare un inquietante contrasto, non può non ricordare un capolavoro del cinema come Arancia meccanica e gli scatti di “amata ultraviolenza” del suo protagonista Alex DeLarge, in un violento, quanto bellissimo e affascinante omaggio.

Ambientazione passata ma contenuti moderni

Due serie come Taboo e Peaky Blinders rimangono senza dubbio fra le migliori degli ultimi anni sia per quanto riguarda il comparto tecnico e la caratterizzazione dei personaggi che per quanto riguarda i temi trattati. A proposito di questi ultimi un tema particolarmente interessante che le due serie condividono è quello inerente al ruolo della donna. Da ricordare che entrambe le serie si svolgono nel passato, in epoche storiche durante le quali il ruolo e la considerazione spettanti alla donna, da parte della società, erano senza dubbio molto bassi. Proprio in queste due serie invece le donne acquisiscono un rilevo ed un’importanza particolare sia dal punto di vista caratteriale che dal punto di vista sociale.

In Taboo abbiamo infatti Lorna Bow, giovane attrice vedova del padre di James, che incarna il ruolo di una donna forte con determinati principi e ideali non disposta a sottomettersi ai soprusi e alle ingiustizie a cui il suo essere donna la fa inevitabilmente andare incontro; abbiamo anche Carlsbad, il capo della società americana della corrispondenza segreta di Londra, figura socialmente, economicamente e politicamente importante per gli americani, ruolo che è interpretato proprio da una donna. In Peaky Blinders invece non possiamo non citare Polly, la zia della famiglia Shelby, donna estremamente forte che regge le redini, economiche e mentali di tutta la compagnia e della famiglia stessa, l’unica persona in grado di tenere testa a Thomas e di cui egli stesso riconosce l’essenzialità e l’autorevolezza.

Molte sono quindi le somiglianze fra queste due splendide serie, in particolare fra i due protagonisti che, puntata dopo puntata, innalzano sempre di più con le loro interpretazioni il livello, già alto, della serie. Vedremo in futuro col proseguire delle stagioni come si concluderanno le loro vicende e che risvolti, anche psicologici, ci saranno.