Ricomincio da me: la recensione della nuova commedia con Jennifer Lopez

Diretta da Peter Segal, Ricomincio da me è una commedia dai toni leggeri che segue la scia degli altri film più noti diretti dal regista, quali 50 volte il primo bacio e Terapia d’urto, e che vede la protagonista Jennifer Lopez nel ruolo della 40enne Maya, in forma come mai vista prima.

La pellicola prende avvio il giorno del compleanno della protagonista, ma proprio durante questa giornata Maya vede soffiarsi da sotto il naso la promozione che si meritava dopo 15 anni di duro lavoro. Per consolarsi, torna a casa e spegne le candeline, esprimendo come desiderio che la sua esperienza lavorativa venga valutata tanto quanto un titolo di studi mai raggiunto. La svolta arriva il giorno successivo quando viene contattata da un’importante azienda di prodotti di bellezza per un colloquio di lavoro, tutto grazie al figlio della sua migliore amica che, dopo aver sentito il desiderio di Maya, le crea un brillante curriculum nuovo di zecca.

Il lavoro del regista non è splendente ma non va nemmeno sminuito, grazie ad una fotografia limpida e naturale contribuisce a delineare le personalità dei vari personaggi sin dal primo momento in cui vengono presentati nel film. In particolare il personaggio di Maya, una donna forte e segnata dalla vita nella quale si è dovuta fare strada da sola. Nonostante fosse a digiuno da tempo in campo cinematografico, Jennifer Lopez si rivela l’attrice giusta per interpretare un ruolo del genere, capace di dare al suo personaggio quel tocco tipico delle sue commedie, rientrando perfettamente nei ruoli precedentemente interpretati e che sono riusciti a renderla famosa.

L’affascinante presenza scenica della Lopez, però, non riesce a mantenere una sceneggiatura – curata da Justin Zackham – che di minuto in minuto assiste al collasso del suo stesso lato esilarante: se inizialmente, le battute della migliore amica a cui non mancano mai le parolacce sulla bocca, ma che rimprovera i figli se le ripetono, o l’atteggiamento della segretaria acida e seccata a causa della presenza in ufficio della neo-arrivata potevano strappare una risata, con il proseguire delle vicende non risultato più tanto divertenti ma, al contrario, fanno scadere il film nel ridicolo e banale. Anche le svolte di trama non aiutano, poiché all’improvviso Ricomincio da me cessa di essere una storia sull’empowerment femminile, per lasciare spazio ai drammi personali e familiari che sanno di già visto e sentito in un milione di altre opere.  Il film perde la sua originaria impronta comica per abbandonarsi all’emotività, e non riuscendo più a tornare ai ritmi spensierati dell’inizio. Altra nota non positiva sono le performance del resto del cast, composto principalmente da Milo Ventimiglia, conosciuto per la serie This is Us, e Vanessa Hudgens, sempre più lontana dal suo ruolo di Gabriella nella trilogia di High School Musical, che non riescono ad essere un forte supporto, ma si limitano ad essere funzionali alla caratterizzazione della personalità di Maya.

L’idea di Ricomincio da me, probabilmente, è l’aspetto più riuscito del film grazie al suo messaggio molto positivo che vuole trasmettere allo spettatore. La morale non vuole spingere le persone a mentire al fine di ottenere ciò che si desidera, bensì a lottare per realizzare i propri sogni senza mai arrendersi, contando sulle proprie forze ed esperienze benché queste siano poche.