Fin dall’adolescenza, i film hanno regalato l’ideologia dell’amore perfetto, dove ogni amore è possibile e dove quelle commedie romantiche degli anni ‘90 hanno elargito un’iconografia della perfezione amorosa in contrasto, però, con la realtà. A chi non è mai successo di sognare di essere Julia Roberts in Pretty Woman e di vivere quell’amore vero e impossibile che ha fatto innamorare migliaia di spettatori?

Con queste premesse inizia Non è romantico: una bambina, innamorata di quella commedia, sogna un giorno di essere quella giovane donna dei capelli ricci e dal sorriso ineguagliabile. Tutto questo però viene interrotto dalla madre che contrasta questo sogno idilliaco avvertendola che, nella vita reale, un amore così è impossibile. Da qui Natalie (Rebel Wilson), diventata con il tempo una giovane donna ben avviata a una carriera di architetto presso uno studio di New York, cresce  con una forte disillusione nei confronti dell’amore, dovuta alle commedie romantiche, sulle quali ironizza con i colleghi d’ufficio Josh (Adam Devine) e Whitney (Betty Gilpin).

Nonostante le capacità, anche a causa del suo aspetto fisico non idoneo al concetto classico di bellezza, si sente però emarginata ed insicura. Dopo aver resistito a una rapina, Natalie sbatte la testa e quando si risveglia la sua vita è totalmente cambiata. È entrata in un modo parallelo dove la sua vita è diventata una classica commedia romantica americana, dove gli uomini la guardano con occhi sognanti come Blake (Liam Hemsworth) e la sua situazione lavorativa è totalmente stravolta e ricalca i dettami dei film del genere, ossia carriera di successo e rivali in ufficio dai quali guardarsi le spalle. Natalie, dopo svariate avventure, cercherà  di ritrovare il proprio equilibrio sentimentale all’interno della sua vita e scoprirà una parte di se stessa che non conosceva.

Il regista Todd Strauss-Schulson mette in scena con Non è romantico un divertente gioco metacinematografico, ricco di clichè caratterizzanti il filone romantico attraverso un’ironia non disturbante che non cade nella parodia, anzi porta ad uno spunto di riflessione finale. Nella parte iniziale la metafora sulla ripresa della fiducia in sé stessi porta ad una narrazione fluida con spunti comici e riflessivi sul concetto romantico dell’amore, ma nella seconda parte la trama sentimentale sembra scorrere velocemente per portare ad una conclusione affrettata per poter lanciare il messaggio finale sull’accettazione di sé stessi. La regia accompagna in modo delicato, seguendo i ritmi della commedia, mentre la fotografia ravviva i colori echeggiati da una colonna sonora frizzante e brillante.

Non è romantico  funziona principalmente per un efficace insieme di personaggi, dato anche da una scelta giusta dei membri del cast, che mettono in scena diverse sfaccettature della sfera sentimentale. È un film che consente di passare una serata all’insegna della musica e del divertimento, cercando di portare anche all’accettazione dei propri difetti capace di rendere unici e speciali. Non un film impegnativo, ma che rende impegnati.