Hold The Dark: la recensione del film Netflix sulla dualità uomo-natura

Russell Core (Jeffrey Wright), ex naturalista ed esperto di fauna selvaggia, riceve da Keelut, un piccolo paese dell’Alaska, una lettera di richiesta d’aiuto da parte di una donna convinta che il figlio sia stato preso da un branco di lupi. Il ritorno a casa del marito della donna però, rende ancora più complessa la caccia di Core, che verrà a contatto con un macabro e terrificante mistero.

Il regista Jeremy Saulnier traspone cinematograficamente l’omonimo romanzo Hold the Dark di Willliam Giraldi, avvincente thriller a forti tinte horror, e lo fa cercando di galleggiare proprio tra questi due generi in modo da alimentare suspense ed eccitazione. Il risultato finale però non è perfettamente riuscito e rappresenta un mezzo flop. La pellicola non convince soprattutto a causa di una regia fin troppo elementare, che non riesce mai a coinvolgere lo spettatore, e della recitazione. In particolare,il protagonista Jeffrey Wright, il Bernard di Westworld, e Alexander Skarsgard, il violento marito di Nicole Kidman in Big Little Lies, realizzano due performance piatte e impalpabili, dando quasi l’impressione di non sentirsi a loro agio nei panni dei propri personaggi.

Una scena tratta dal film Netflix Hold the dark, che riprende le ambientazioni già viste in I segreti di Wind River.

La sceneggiatura prova a compensare il meglio possibile le carenze della regia e del montaggio, puntando sul dualismo uomo-bestia, con l’intento di far emergere dal profondo di ciascun personaggio la brutalità della natura umana. Sotto questo aspetto il film Netflix si avvicina molto a un’altra pellicola ambientata in un paesaggio innevato e altamente ostile I segreti di Wind River, senza però riuscire ad arrivare alla stessa grandezza dell’opera realizzata da Taylor Sheridan, sceneggiatore di apprezzati lavori quali Sicario e Hell or High Water.

Proprio come nel film di Sheridan, anche in quello di Jeremy Saulnier la fotografia tende a esaltare i colori dei paesaggi dell’Alaska, che sembrano risplendere di luce propria diventando a tutti gli effetti protagonisti della pellicola, trasmettendo bellezza, vastità ma anche ostilità. Quest’ultima è un elemento cardine del film, non solo per quanto riguarda il rapporto tra l’uomo e la natura, ma anche per quello molto teso tra la popolazione locale e la polizia.

Il protagonista Jeffrey Wright non riesce a convincere nella sua interpretazione dell’ex-naturalista Russell Core.

Hold the dark è, quindi, un film inconcludente che manca di identità, non riuscendo a distinguersi in nessun aspetto; un mix di ingredienti mal amalgamati tra loro (ci sono dei rimandi al già citato I segreti di Wind River con Jeremy Renner ed Elizabeth Olsen, ma anche a The Grey con Liam Neeson) dove la regia e la recitazione non convincono a pieno, scaricando sulla sceneggiatura l’arduo compito di portare sulle spalle l’intero peso di questo film Netflix.