“Io in qualche modo devo faticà. Non ho scelta!”. Un concetto che vale più di mille parole. Un concetto che incornicia alla perfezione la vita dei giovani adolescenti e delle rispettive famiglie all’interno dei quartieri napoletani: a ragazzi come loro non è consentito pensare al futuro; per loro non esiste il domani, esiste solo l’oggi, e in questo spietato presente devono diventare subito uomini. Tutto questo è alla base de La Paranza dei bambini, nuovo film di Claudio Giovannesi tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano. La pellicola narra la vita di Nicola e dei suoi amici che, contando l’uno sull’altro, sono pronti a dare battaglia alle altre paranze per ottenere il controllo e il potere nel quartiere. Giovannesi, regista di Alì ha gli occhi azzurri, Fiore e di due episodi di Gomorra – La serie, traspone con grande rispetto e intelligenza il romanzo di Saviano, delineando perfettamente quella che è la vita e la quotidianità delle famiglie, costrette a versare ogni settimana somme di denaro a coloro che controllano i quartieri.

Questa è anche la condizione di Nicola (Francesco di Napoli) che, pur di risparmiare a sua madre una vita di miseria, decide di unirsi alla vita criminale, creando insieme ai suoi amici una nuova paranza. Il regista mette in evidenza, con grande efficacia, la facilità con la quale questi quindicenni accettano il loro destino, la facilità con cui impugnano le armi ed entrano nel mondo della malavita. Per loro è solo un gioco: sniffano cocaina, salgono sui tetti e sparano alle parabole. Quando però punti un arma contro una persona e spari, non sei più lo stesso. Da quel momento non si torna più indietro. Da quel momento la morte diventa una componente della tua quotidianità.

La regia di Claudio Giovannesi è precisa e attenta nei minimi particolari: scatta una nitida fotografia della vita quotidiana di questi adolescenti, nella quale lo spettatore si cala con grande partecipazione. La macchina da presa trova sempre il suo posto senza essere invadente, permettendo al pubblico di osservare lo svolgimento degli eventi da una pozione privilegiata, come se fosse in mezzo ai giovani paranzini, guardando il mondo attraverso i loro occhi. Risulta di notevole fattura anche la sceneggiatura (premiata al Festival di Berlino con l’Orso d’argento), la fotografia e la caratterizzazione dei singoli personaggi. Tutti i giovani attori inoltre sono stati convincenti: ottima la prova del cast, molti di loro alla prima esperienza su set cinematografici, in particolare quella di un sorprendente Francesco di Napoli nel ruolo di Nicola, abile anche nel reggere intere scene da solo.

Insomma, La Paranza dei bambini è senza dubbio un ottimo prodotto della nostra cinematografia, che dimostra ancora una volta come i registi italiani siano incredibilmente abili nel narrare il mondo criminale in tutte le sue sfumature. Claudio Giovannesi non fa eccezione e traspone degnamente il romanzo di Roberto Saviano, regalandoci un nuovo punto di vista dal quale osservare la Camorra: quello di un gruppo di giovani ragazzini, innocenti e spietati al tempo stesso.