Destination Wedding: la recensione della commedia con Keanu Reeves e Winona Ryder

Cosa succede se due super cinici vengono invitati ad un matrimonio e sono costretti a passare del tempo insieme?

Questo quesito viene affrontato nel film Destination Wedding,una commedia sentimentale dai toni sarcastici diretta da Victor Levin, interpretato dai divi hollywoodiani Keanu Reeves e Winona Ryder. I due attori ritornano sul grande schermo dopo aver fatto coppia nel film Dracula di Bramstoker del 1992, ma questa volta vestono i panni più spensierati di Frank e Linday. Entrambi non credono nell’amore, non credono nelle relazioni, non credono nel romanticismo: eppure, a innescarsi tra di loro sarà un sentimento che magari gli farà cambiare finalmente idea riguardo la loro visione della vita.

La forza del film è la forte sceneggiatura formata da dialoghi fittissimi, acuti e frizzanti. Tutto intorno a loro si eclissa e diventano i personaggi i veri protagonisti della scena, gli unici a proferire parola. Il matrimonio non fa che da sfondo allo sviluppo di un legame tra due persone ciniche che, con la forza del discorso, riescono a donare una visione diversa da quella iniziale; una destinazione che porta alla riscoperta di un sentimento che per anni è stato sepolto dallo scetticismo.

Una scena tratta dalla commedia romantica Destination Wedding, con Keanu Reeves e Winona Ryder.

La regia è di stampo teatrale con lunghe scene a camera fissa e solo qualche frame di paesaggi con macchina in movimento. Per gran parte dell’opera non esiste alcun campo contro campo, nessuna regola dei 180°, lo spettatore assiste alla vicenda dall’esterno senza essere coinvolto in prima persona. Emblematica è l’ultima scena in cui per la prima volta vengono inquadrati i visi dei protagonisti in un campo contro campo dove questa volta però la parola è assente; ciò serve a sottolineare il profondo cambiamento di idee svoltosi durante tutto il viaggio.

Punto d’aiuto nelle lunghe scene di dialogo è la colonna sonora che accompagna tutto il film in modo piacevole. Una musica jazz che rimanda alle commedie degli anni ‘50 che serve ad alleggerire il peso dei forti dialoghi dei protagonisti.

Purtroppo però, non basta mettere insieme due bravi attori in una scena fissa per far funzionare il film. La lunghezza delle scene, priva di alcuna azione, porta ad un calo dell’attenzione. Se inizialmente può risultare interessante a lungo andare la stanchezza può prendere il sopravvento perché il cambiamento è sottolineato solo dalla parola e non c’è alcun approfondimento psicologico.

In conclusione una deliziosa commedia, non del tutto affine al genere a cui fa riferimento, adatta per vedere in azione due grandi attori ma che, oltre a quello, non riesce a donare nient’altro allo spettatore.