American Animals: la recensione del film su una rapina al limite dell’assurdo

Quattro studenti universitari, ognuno con personalità e passioni diverse dagli altri, sono stanchi di vivere una vita piatta e tediosa. A stravolgere le loro vite saranno la pianificazione e l’esecuzione di una rapina di libri autentici, dal valore di milioni di dollari, alla biblioteca dell’università di Lexington.

Il documentarista britannico Bart Layton, regista dell’acclamato documentario The Imposter, mette in chiaro sin da subito come stanno le cose. I fatti che ha deciso di raccontare non sono semplicemente ispirati ad eventi realmente accaduti, ma sono per filo e per segno una storia vera. Per quanto possa sembrare assurdo e nonostante alcune assurdità con situazioni al limite del ridicolo, quello a cui si assiste è la pura realtà dei fatti che hanno avuto luogo nello stato del Kentucky dal 2003 fino al giorno della rapina avvenuta nel dicembre del 2004.

Una scena tratta dal film thriller American Animals, diretto dal britannico Bart Layton.

E proprio per questo motivo, con quale tecnica, se non con quella del film documentario, sarebbe stata possibile la realizzazione di questo progetto? Il regista si rende conto che non basta descrivere le avventurose vicende di quattro adolescenti attenendosi alla realtà e, attraverso un montaggio curato nei minimi dettagli con correttezza e scrupolosità, intervalla lo sviluppo degli avvenimenti con degli appositi commenti o addirittura delle vere e proprie interviste degli autentici esecutori del furto a 14 anni di distanza dal fatto.

La sceneggiatura, sotto le mani del regista stesso, è stata capace di donare al film quel senso di ironia e di comicità che non guasta affatto, rappresentando un gruppo di ragazzi impacciati che si occupa di “faccende grosse”. A fare da contorno è la fotografia a cura di Ole Bratt Birkeland, che con un interessante utilizzo dei colori freddi ha reso suggestive le scene d’azione.

Ruolo importante lo gioca il cast composto principalmente da Barry Keoghan (Il sacrificio del cervo sacro; Dunkirk), Evan Peters (American Horror Story; X-Men: Giorni di un futuro passato), Blake Jenner (Glee) e Jared Abrahamson (Travelers) , rispettivamente nei panni di Spencer Reinhard, Warren Lipka, Chas Allen e Eric Borsuk. Nonostante la giovane età e la poca esperienza lavorativa, specialmente per quanto riguarda Jenner e Abrahamson, tutto il gruppo offre una buona prova interpretativa.

Tra i quattro protagonisti del film, è Evan Peters che riesce a spiccare su tutti grazie al ruolo di Warren.

Notevole è la personificazione, nonché la somiglianza degli atteggiamenti, che gli attori sono riusciti a raggiungere in confronto ai loro personaggi. Fra tutti gli attori spicca maggiormente l’interpretazione di Evan Peters che, ricoprendo il ruolo di Warren, il personaggio più stravagante e con la personalità più eccentrica del gruppo, da cui inoltre nasce l’idea della rapina, si conferma come un attore capace di sapersi destreggiare davanti alla cinepresa per grandi film e non solo per il piccolo schermo.

Si potrebbe dire che American Animals prende ispirazione da alcuni film del crime/thriller che hanno come argomento principale la rapina. Basta pensare alla trilogia di Ocean’s  di Soderbergh o a Le Iene di Tarantino, che tra l’altro viene esplicitamente citato all’interno del film. L’unica grande differenza è che i due film sopracitati parlano di storie inventate, mentre quella raccontata da American Animals è una storia realmente accaduta.