Il banchiere della resistenza – La storia mai raccontata della banca segreta di Amsterdam

Durante la seconda guerra mondiale, nell’Olanda occupata dalle forze naziste, un manipolo di intraprendenti e coraggiosi membri della Banca di Stato e non solo, guidati da Walraven van Hall, decidono di dar vita a una Banca segreta per finanziare la Resistenza.

Il regista Joram Lursen traspone su pellicola una storia mai raccontata, e lo fa con grande umanità e intensità. Questo film targato Netflix è anche un viaggio introspettivo, un viaggio verso l’animo di Walraven, marito e padre di famiglia, che si schiera in prima linea in questa guerra finanziaria. La narrazione della storia è sapientemente valorizzata dalla regia; la macchina da presa segue da vicino i personaggi, facendo un uso intelligente dei primi piani senza essere invadente. Una regia pulita che, nonostante in alcuni momenti si perda in un ritmo leggermente lento, riesce ad abbracciare il pubblico trascinandolo dentro la storia, nel clima freddo e di terrore della Amsterdam degli anni ’40.

La sceneggiatura è un altro punto di forza del film, scritta con estrema chiarezza tanto da rendere comprensibile anche allo spettatore più profano gli aspetti tecnici utilizzati dai “banchieri della Resistenza” per aggirare la contabilità nazista. Inoltre, i personaggi sono perfettamente inquadrarti fin dall’inizio, bastano poche battute infatti per far capire la personalità di ogni protagonista e il ruolo che ricopre all’interno della pellicola.

Una scena tratta da Il banchiere della resistenza, che narra una storia mai raccontata prima nell’Amsterdam degli anni ’40.

Parlando dei personaggi principali, Walraven van Hall è interpretato da Barry Atsma, che dà vita a una performance umana e toccante, capace di emozionare e di creare empatia con lo spettatore. Jacob Derwig, invece, veste i panni di Gijs, fratello del protagonista, che si occupa soprattutto di controllare la contabilità della Banca segreta aiutando il fratello a finanziare non solo la Resistenza, ma anche le truppe d’assalto, la stampa illegale, i gruppi di spionaggio e quelli di sabotaggio. Ottima anche la prova di Fockeline Ouwerkerk nel ruolo di Tilly, la moglie di Walraven, donna forte e tenace disposta a sostenere il marito in tutte le sue decisioni, a dispetto di ogni rischio. La fotografia gioca soprattutto su colori freddi, così da trasmettere un senso di vuoto e di terrore, riflettente l’atmosfera di paura che si respirava per le strade di Amsterdam in quel periodo.

In conclusione, Il Banchiere della Resistenza è un film necessario, meritevole di essere visto per conoscere un’altra storia di coraggio e ribellione, dove persone comuni hanno messo a rischio non solo la loro vita ma anche la libertà e la sicurezza delle proprie famiglie, per contrastare al meglio le forze naziste e che, nel loro piccolo, hanno contribuito a cambiare per sempre la storia.