Come ti divento bella: la recensione della commedia con Amy Schumer

Sulla carta, l’ultimo film con Amy Schumer aveva tutti gli ingredienti per essere una commedia di successo. Una protagonista carismatica e coinvolgente come la comica americana che sulla lotta al “body shaming” e sull’accettazione del proprio corpo ha costruito la propria carriera, un cast quasi tutto al femminile che vede inoltre la sempre brillante Michelle Williams, nominata quattro volte agli Oscar, Aidy Bryant, comica celebre per la sua partecipazione al Saturday Night Live, Busy Philipps, Emily Ratajkowski e Naomi Campbell, e un messaggio importante da urlare a gran voce: ciò che conta non è come appari, ma è come sei dentro.

Il risultato finale è però lontano dal fenomeno di critica e di pubblico del precedente Un Disastro Di Ragazza, che ha portato alla Schumer notorietà anche al di fuori degli Stati Uniti, dove già spopolava grazie all’esilarante serie TV Inside Amy Schumer, e l’ha di fatto consacrata come una delle attrici comiche del momento. Quindi cos’è che stavolta è andato storto?

La protagonista Renee insieme alle sue amiche in una scena del film.

Renee è una normalissima ragazza di New York: lavora per l’e-commerce di una famosa marca di cosmetici in uno scantinato di Chinatown, si diverte con le amiche e come molte è insicura del proprio aspetto fisico tanto da farla sentire spesso inadeguata ed ignorata dal resto del mondo tanto dal farle desiderare di essere bella. Dopo aver battuto la testa durante una lezione di spinning, il desiderio della protagonista si avvera, o meglio, si risveglia effettivamente più bella ma solo ai suoi occhi rimanendo in realtà se stessa. Convinta del suo nuovo aspetto, questo la porterà ad impegnarsi per ciò che ha sempre voluto ma mai provato ad avere: un lavoro più soddisfacente, sicurezza in se stessa ed un fidanzato. Ovviamente il suo “disturbo post-traumatico” non è destinato a durare per sempre.

Indubbiamente il carisma e l’umorismo della Schumer sono il perno di questa commedia rosa, che però fa acqua da molte parti. In primis la sceneggiatura, scritta a due mani da Abby Kohn e Marc Silverstein, già autori di Mai Stata Baciata e La Verità è Che Non Gli Piaci Abbastanza, qui al loro debutto in regia, non sa di già visto – vedi Amore a Prima Svista o Il Diario di Bridget Jones – e fallisce nel comunicare efficacemente il potente messaggio di cui si avvale. Le risate ci sono, ma poche e strettamente legate alle gag della protagonista mentre gli altri personaggi appaiono bidimensionali e forzati.

Naomi Campbell e Michelle Williams in una scena del film Come ti divento bella.

La pecca più grande è come superficialmente tratti la delicata questione dell’accettazione del proprio corpo che affligge ormai non solo le donne, ma chiunque sia dotato di occhi per guardare i fisici scolpiti e irrealistici che siamo obbligati a vedere ovunque, in televisione, al cinema, sulle riviste, sui cartelloni pubblicitari o su Instagram.

La protagonista acquista realmente sicurezza in se stessa solo quando capisce che non è la bellezza ad averla aiutata a realizzarsi ma l’impegno e il lavoro sodo, cosa che però sulla pellicola non appare o almeno non abbastanza. L’accettazione del proprio aspetto, del proprio corpo e di se stessi in generale è il risultato di un lungo e spesso doloroso processo che non va sminuito ad una semplice botta in testa, ma celebrato onde evitare che la morale non vada perduta.

Come Ti Divento Bella è quindi una commedia costruita sul personaggio di Amy Schumer, una giovane donna che non ha paura di mostrare al mondo il proprio corpo e la propria sensualità in tutta la sua esilarante goffaggine e sfrontatezza, che riesce a strappare qualche sorriso senza però abbracciare completamente l’importante messaggio di cui si fa portavoce.