The End – L’inferno fuori: la recensione del zombie-movie italiano

Un uomo bloccato in un ascensore. L’Apocalisse che si consuma per le strade di Roma.

Si potrebbe racchiudere in queste due frasi il film di Daniele Misischia, The End? L’Inferno fuori, zombie-movie italiano che vede protagonista Claudio Verona (Alessandro Roja), un cinico ed egoista imprenditore che si reca al lavoro e prende l’ascensore per raggiungere il suo ufficio. Ma non ci arriverà mai. Un problema al generatore blocca l’ascensore, così Claudio resta imprigionato all’interno, mentre per le strade di Roma il caos si propaga come una malattia.

Daniele Misischia decide di portare sul grande schermo la sua più grande passione, il cinema horror, e lo fa con un prodotto coraggioso per il cinema italiano degli ultimi anni, ma allo stesso tempo rischioso. Realizzare un horror in Italia significa confrontarsi con maestri che hanno fatto la storia del cinema italiano in questo genere, da Dario Argento a Mario Bava, e il paragone a volte può essere impietoso. Ed è proprio quello che è successo, in parte, alla pellicola del regista romano: uno zombie-movie all’italiana non perfettamente riuscito.

Il protagonista del film Alessandro Roja insieme al regista Daniele Misischia.

L’idea di partenza, ovvero la realizzazione di un horror claustrofobico girato principalmente in un unico luogo, è molto valida ed è una formula che ha funzionato anche in altri film, come In linea con l’assassino di Joel Schumacher o Locke di Steven Knight (sceneggiatore di Peaky Blinders e Taboo dei quali si può leggere qui un approfondimento). Degno di nota il make-up degli zombie, resi perfettamente terrificanti tanto da impressionare lo spettatore a ogni loro entrata in scena, così come la fotografia, fredda e algida, che unita a l’uso intelligente delle luci contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più cupa.

Altri elementi di questo lungometraggio però sono alquanto deludenti. La regia di Misischia procede tra alti e bassi, non è pienamente coinvolgente e, a tratti, si perde per strada: i movimenti della macchina da presa e le inquadrature risultano ripetitive e, conseguentemente, stucchevoli, disperdendo la tensione della pellicola. Altra nota dolente è la performance di Alessandro Roja (il Dandi di Romanzo Criminale e il Rocco Venturi di 1992) che prova a dare enfasi al suo personaggio, ma deve arrendersi davanti a una sceneggiatura che non lo ha certo aiutato: battute frivole scritte forzatamente per far ridere il pubblico e circostanze paradossali non fanno altro che far perdere credibilità alla scena e allo stesso personaggio di Roja.

Insomma, The End? L’Inferno fuori (anche il titolo del film lascia a desiderare) rappresenta sicuramente un prodotto interessante per la nostra cinematografia, con un ottima fotografia e un valido make-Up, ma con troppi difetti che non lo hanno valorizzato a pieno. Un film partito con enormi aspettative, purtroppo ne ha deluse parecchie.