Revenge: il film francese coming of age sulla vendetta

Revenge porta in scena il tipico film che affronta la tematica della vendetta, seguendo la vicenda di una ragazza che viene sottoposta a violenze da tre uomini, ma che riesce miracolosamente a scampare alla morte per poi tornare a vendicarsi.

La pellicola è una produzione francese del 2017 e dopo un anno dalla sua distribuzione originale approda finalmente nelle sale italiane. Il film è il primo revenge movie ad essere diretto da una donna, Coralie Fargeat, che si è occupata anche della sceneggiatura e del montaggio dell’opera, ed è per questo motivo che risulta interessante considerare la chiave di lettura femminile su questo tipo di tematica. La presenza femminile si estende anche alla protagonista interpretata dalla bellissima Matilda Lutz che, nonostante non ci offra una forte prova attoriale, riesce comunque a spiccare rispetto agli altri personaggi. Della giovane colpisce soprattutto lo stile con cui si mostra in ogni scena, da ragazza facile all’inizio fino a trasformarsi in una persona che ha come unico scopo quello di vendicarsi.

La protagonista completamente ricoperta di sangue durante una scena del film Revenge.

Revenge sorprende per la scelta di denunciare la violenza non portando in scena una figura angelica e pura, bensì una ragazza seducente e provocante, una vera e propria donna facile, in modo da rendere chiaro che non esiste una giustificazione all’atto di violentare una donna, neppure nel caso in cui si presenti in maniera provocatoria. Altro aspetto rilevante è che non assistiamo durante la vendetta alla nascita di un’eroina, capace di sopraffare tre uomini armati come se nulla fosse per assecondare la moderna politica del fan service. Per la protagonista la vendetta non sarà cosa facile e la coerenza con cui tutto viene proposto dà forza ad una sceneggiatura che seppur semplice e immediata risulta comunque di impatto per il suo realismo. È curioso osservare come al primo utilizzo di un’arma da fuoco la ragazza si mostri impreparata e quando spara i primi colpi non sempre riesce a raggiungere il suo obiettivo o ad essere letale. Al contrario i suoi avversari sanno di essere più forti e avvantaggiati, in quanto esperti cacciatori, e riescono infatti a più riprese a infliggerle atroci sofferenze.

Due punti forti del film sono sicuramente il montaggio ben architettato e l’aspetto sonoro, ma risulta carente sia dal punto di vista recitativo, nonostante un cast costituito solamente da quattro persone, in cui nessuno riesce ad apparire veramente incisivo e di spessore, sia sulla caratterizzazione e sulla psicologia di personaggi di cui conosciamo ben poco. D’altra parte il film si riprende con l’utilizzo del trucco per la realizzazione delle lesioni e delle ferite subite dai personaggi, e alla rappresentazione di alcuni episodi di dolore, che risultano di forte impatto e non sempre facili da digerire.

Un film semplice, con una storia anche abbastanza scontata ma che riesce ad essere comunque incisiva,  che fa da esempio su come sia possibile realizzare un’opera discreta e che offre una piacevole visione anche con elementi già trattati e quasi banali.