Mamma Mia! Ci Risiamo: la recensione del sequel/prequel con le musiche degli ABBA

A dieci anni di distanza dall’uscita di Mamma Mia!, adattamento cinematografico dell’omonimo musical teatrale basato sulle musiche degli ABBA, esce nelle sale quello che si propone come un sequel ma che in realtà funge anche da prequel della pellicola. Nel 2008, avevamo lasciato Sophie (Amanda Seyfried) e Sky (Dominic Cooper) innamorati ma decisi a non sposarsi e a godersi la propria giovinezza viaggiando per il mondo. A distanza di alcuni anni, Sophie, dopo il decesso della madre Donna (l’immensa Meryl Streep, protagonista del primo film), è decisa a realizzarne il sogno: costruire un albergo sulla amata isola di Kalokairi, dove terminati i propri studi, Donna aveva deciso di trasferirsi.

Il film, diretto da Ol Parker, si apre con i preparativi che Sophie sta ultimando per l’inaugurazione dell’hotel dedicato alla madre, il Bella Donna. L’imminente inaugurazione porta Sophie, Sam (Pierce Brosnan) e tutti i personaggi incontrati nel primo film, a ripensare alla vita di Donna e agli eventi che l’hanno portata su quella meravigliosa isola greca. La serie di flashback che ne conseguono fanno del film non solo un sequel ma, al tempo stesso, anche un prequel della pellicola precedente.

In queste scene osserveremo una Donna da giovane – interpretata dalla magnifica Lily James – che lascia l’America per viaggiare, scoprire il mondo e “crearsi dei ricordi”. Il suo viaggio in giro per l’Europa la condurrà dapprima a Parigi, dove conoscerà Harry (personaggio di Colin Firth, e da giovane interpretato da Hugh Skinner), e poi in Grecia, dove invece incontrerà Bill (personaggio di Stellan Skarsgard, interpretato da giovane da Josh Dylan) e Sam (da giovane interpretato da Jeremy Irvine).

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Le giovani Tanya (Jessica Keenan Wynn), Donna (Lily James) e Rosie (Alexa Davies).

Elemento portante del film, ancora una volta, è la musica degli ABBA, di cui vengono riproposti alcuni brani presenti nel primo film, come I Have a Dream, Mamma mia e Dancing Queen. Tra le tracce nuove della colonna sonora, invece, abbiamo When I Kissed The Teacher, I Wonder e The Day Before You Came. Altro elemento fondamentale del primo film  presente anche nel sequel sono le Dynamos,  Rosie (Julie Walters/Alexa Davies) e Tanya (Christine Baranski/Jessica Keenan Wynn) inseparabili amiche di Donna, che sia nella versione giovane che in quella adulta, rappresentano l’elemento comico della storia, capaci di risollevare le sorti di un film che si preannunciava insolitamente triste per il genere, dato il decesso del personaggio principale.

Anche nel campo dei personaggi, il sequel/prequel, presenta delle novità: Cher infatti interpreta la nonna di Sophie, Ruby, personaggio relativamente inutile ai fini della trama ma a cui non rinunceremmo mai, e Andy Garcia che interpreta Fernando, direttore dell’hotel. La più grande scoperta del film, però,  è indubbiamente Lily James, che ci regala una splendida performance nelle vesti di Donna da giovane. La nascente star britannica porta in scena una ragazza coraggiosa, divertente, decisa e sognatrice di cui è difficile non innamorarsi e che possiamo addirittura definire all’altezza della magnifica corrispettiva Donna interpretata da Meryl Streep nel primo film.

Una scena tratta dal sequel/prequel Mamma Mia! Ci Risiamo, in cui le musiche degli ABBA la fanno ancora da padrone.

Il film, nato dall’esigenza di raccontare il cosa succede dopo il finale della prima pellicola, in realtà funziona meglio come prequel, in quanto ci permette di conoscere in maniera più approfondita l’antefatto con cui Mamma mia! si apre.  Le due linee temporali seguite nel corso del film, il prima e il dopo, si alternano sul grande schermo attraverso un gioco di specchi per cui ciò che successe a Donna da giovane è la medesima sorte che ora tocca a Sophie.

Non sempre i due tempi sono ben amalgamati e, talvolta, alcune scene risultano forzate, costruite ad hoc solo per poter inserire l’ennesima canzone, (sì, ok, tutti amano gli ABBA, ma forse riempire ogni singolo istante di musiche è un po’ troppo?). La carta vincente del primo film, ovvero la semplicità della vicenda, in questo secondo film non sembra più tanto vincente: ci aspettavamo un sequel più appassionante o magari un prequel meno breve, ma non è andata così e l’idea, una volta realizzata, non è risultata poi così tanto soddisfacente.

Nonostante tutto questo, il film di Ol Parker riesce a mantenere la leggerezza del primo, pur trattando in maniera molto toccante – specie nel finale – il tema del lutto, alternando momenti divertenti a momenti commoventi e di rara dolcezza.