Il Verdetto – The Children Act: la recensione del film tratto dal romanzo di Ian McEwan

Dopo aver collaborato insieme nel 1983 per il film L’Ambizione di James Penfield, il regista inglese Richard Eyre e lo scrittore Ian McEwan, famoso per le sue intense storie drammatiche e strappalacrime tra cui Espiazione, tornano a lavorare insieme in questo adattamento del romanzo di McEwan intitolato Il verdetto – The Children Act.

Ci troviamo a Londra nei giorni nostri. Fiona Maye è un rispettato giudice dell’Alta Corte di Giustizia e membro della “Divisione Famiglia”, la quale si occupa in particolare della tutela medica sui minori (da qui il titolo del film The Children Act). Il caso del giovane Adam Henry, malato di leucemia e che rifiuta di ricevere delle trasfusioni di sangue perché testimone di Geova, la coinvolgerà sentimentalmente oppure riuscirà a restare distaccata e composta?

Emma Thompson torna a essere la protagonista assoluta di un film in The Children Act – Il verdetto.

Il personaggio di Fiona viene presentato in modo chiaro sin da subito. Lei è una donna forte, ostinata, amante della musica (più volte la si vede suonare il pianoforte ed esercitarsi per un concerto di natale), potremmo dire solitaria nonostante sia sposata, vive principalmente, o forse sarebbe meglio dire esclusivamente, per il lavoro e ciò sarà la causa scatenante di un imminente divorzio. All’inizio apparentemente fredda, pian piano nel corso del film si lascerà addolcire. In poche parole il comportamento che dovrebbe assumere quando svolge la sua professione lo continua ad avere anche all’interno della sfera personale. Ad interpretare la protagonista “My Lady”, così viene denominata da tutti, vi è una sofisticata Emma Thompson.

Era da tanto che la Thompson non aveva la scena tutta per sé e ciononostante è riuscita perfettamente a ritornare con grande stile e classe, riuscendo a  interpretare il suo personaggio in una maniera tale da non poter passare inosservata. Gli sguardi, i silenzi, le micro-espressioni fatte di piccolissimi e quasi impercettibili movimenti dei muscoli facciali, i gesti eleganti e il soffocamento delle emozioni racchiudono essenzialmente le caratteristiche della persona razionale che è Fiona. L’attrice ha mantenuto questa compostezza per tutto il film, in un crescendo emotivo scoppiato poi solo alla fine con degli avvenimenti che interessavano la storia di Fiona.

La colonna sonora di Stephen Warbeck, in particolare l’uso del pianoforte, ricopre un ruolo importante nel film.

Ne Il Verdetto – The Children Act, la musica ha un ruolo importante rimanendo comunque in secondo piano rispetto agli altri temi del film. È il fondamento del legame che si creerà tra Adam e Fiona, lui suona la chitarra mentre lei canta e suona il pianoforte, ma quest’ultimo ha anche un forte valore simbolico perché, oltre ad essere lo strumento che si vede di più durante tutta la pellicola, è stato lo strumento maggiormente utilizzato dal compositore del film Stephen Warbeck. La musicalità del pianoforte combacia gradevolmente con la fotografia quasi ghiacciata di Andrew Dunn che accompagna diverse scene conferendo nel modo giusto drammaticità agli eventi.

Purtroppo il film non riesce a brillare in alcuni importanti aspetti come la sceneggiatura e un montaggio che risulta un po’ troppo impostato. Nonostante l’autore del romanzo La ballata di Adam Henry da cui è tratto il film, sia lo sceneggiatore stesso, i principali problemi sono proprio qui. Alcune azioni svolte dai personaggi principali non restano coerenti con la loro caratterizzazione e da questo ne consegue il fatto che il prodotto non appare più come un film degno di nota, ma quasi come un dramma televisivo.