Halloween: 5 film dell’orrore (+1) da guardare durante la notte delle zucche

Con la tradizione celtica della Notte dei Morti ormai alle porte, è con estremo piacere che voglio venirvi incontro con dei suggerimenti cinematografici adatti al tema, sia che la vostra intenzione sia quella di scappare le pertinaci scampanellate serali dei pargoli in costume, sia che vogliate semplicemente passare una notte di sano terrore filmico con qualcuno a voi caro. La selezione è frutto sia del nostro gusto personale, sia di un mirato tentativo di offrivi una scelta che sia la più vasta e varia possibile, forti nella volontà di volervi suggerire dei titoli perfetti per la notte delle zucche, ma anche per tutte le volte che vorrete punzecchiare fantasiosamente la vostra amigdala.

1Rosemary’s Baby (1968) – Roman Polanski

Il primo, immancabile titolo ad entrare in lista è il capolavoro assoluto del maestro polacco Roman Polanski. Uscito nell’ormai lontano 1968, questa perla del terrore psicologico da anni domina le vette del genere e non solo, venendo annoverato tra le migliori opere del regista. Ispirato dall’omonimo romanzo dello scrittore Ira Levin, Rosemary’s Baby è un must per ogni cinefilo e, nel caso non abbiate mai avuto il piacere di vederlo, la notte di Halloween offre un pretesto più che valido per rimediare a questa vostra imperdonabile lacuna.

Trama: La giovane Rosemary Woodhouse, interpretata da una magnifica Mia Farrow, è una ragazza di campagna giovane ed ingenua, appena trasferitasi nella Grande Mela assieme al marito Guy, attore di scarsa considerazione che vuole cercare di trovare carriera nella metropoli. La vita dei due sposi inizia a cambiare quando incontrano i Castevet, i loro anziani vicini di appartamento, che si rivelano molto amichevoli e sociali, per quanto un pochino strambi. Dopo aver ricevuto la notizia di essere stato ingaggiato per un grosso film, in seguito al ritiro per cause mediche dell’attore che gli era stato precedentemente preferito, Guy, in preda all’euforia, decide di festeggiare con la moglie e le comunica la volontà di voler avere un bambino da lei. Rosemary, seppur presa alla sprovvista, accetta con entusiasmo. La notte del concepimento porta però Rosemary ad avere degli incubi sempre più inusuali, che si protraggono per svariati giorni e riguardano sia i Castevet, che suo marito Guy. Col tempo Rosemary inizia a capire che attorno a questa gravidanza ruotano delle circostanze strane ed oscure, che coinvolgono sia il suo coniuge che i vicini.

2The Blair Witch Project (1999) – Daniel Myrick & Eduardo Sanchez

Un classico. Questo film è un caposaldo dell’horror psicologico, che trova la sua forza nell’estremo realismo, dettato dal taglio documentaristico low-budget, e nella suggestiva trama che lo contraddistingue. Progetto di debutto dei due giovani registi statunitensi Daniel Myrick e Eduardo Sanchez, presentato nel 1999, il film ha raccolto numerosi premi e larghi consensi nelle sale e sui palchi di importanti premiazioni internazionali.

Trama: Nel 1994 tre bambini scompaiono nel nulla in un bosco nei paraggi di Burkittsville, nel Maryland (USA), in circostanze alquanto strane e misteriose. Il fatto giunge alle luci della cronaca tramite il ritrovamento di nastri audiovisivi realizzati in un momento immediatamente precedente alla loro sparizione. Successivamente veniamo a sapere che Mike, Heather e Josh, tre studenti universitari, decidono di voler realizzare un progetto scolastico chiamato “Progetto Strega di Blair”, lo scopo del quale è quello di andare alla scoperta dei luoghi dove sono scomparsi i tre bambini e , secondo le leggende popolari, un gran numero di altre persone. I tre ragazzi, armati di attrezzatura filmica e da campeggio, si infilano nella fitta boscaglia dell’antica Contea di Blair per cercare prove riguardo la leggendaria strega che si crede abiti quei luoghi. Sin dal primo giorno l’ambiente si rivela ostile ed inquietante, al punto da influenzare anche l’umore dei tre ragazzi, che, tormentati da strani rumori, voci misteriose e scorci sinistri, iniziano a cedere e perdere convinzione in questo progetto. Il loro entusiasmo si assottiglia a tal punto che i tre ragazzi decidono di abbandonare la loro ricerca per fare ritorno a casa, ma si rendono conto che ormai sono dispersi nella cupa vegetazione boschiva di quel macabro luogo, senza la minima idea di quale sia la strada di casa.

3La Casa Dei 1000 Corpi (2003) – Rob Zombie

Puristi amanti del terrore visivo e dello splatter impietoso, non temete, avrete ciò che bramate. In una lista di questo tipo risulta quasi impossibile lasciare in panchina un nome del calibro di Rob Zombie, un regista che ha fatto di un’estetica macabra e dell’impatto visivo le sue due originalissime armi. I nomi annoverati tra le fatiche di Zombie sono tanti, belli e noti (tant’è che avremmo potuto essere molto più banali e suggerire uno scontatissimo “Halloween”), ma troviamo che La Casa dei 1000 Corpi meriti un’attenzione particolare. Se le ferite aperte e pulsanti sangue vi provocano un insano senso di libidine filmica, allora questo è il titolo giusto per voi.

Trama: Siamo nelle aride distese texane nel lontano 1977, precisamente alla vigilia della notte di Halloween. Bill e Jerry, accompagnati dalle rispettive fidanzate Mary e Denise, sono in viaggio nella sperduta regione americana alla ricerca di storie intriganti che possano dar loro lo spunto necessario a finire il libro al quale stanno lavorando. La prima tappa del loro viaggio è obbligata, infatti, trovandosi a corto di carburante, decidono di fermarsi a fare rifornimento alla stazione di servizio più vicina. Il gestore del posto è un uomo eccentrico e inquietante, ma apparentemente gentile, il quale si fa chiamare Capitano Spaulding. Egli gestisce, in concomitanza alla stazione di servizio, un piccolo museo dedicato alle più sinistre imprese compiute dai più famosi serial killer della zona. Tra tutti gli autori di efferati crimini inumani che sono esposti al museo, quello che più attira l’attenzione dei quattro ragazzi è il Dottor Satan, uomo disturbato e senza cuore, salito ai disonori della cronaca a causa dei suoi malsani esperimenti scientifici operati su persone ancora vive, nel tentativo di creare una qualche sorta di super-uomo. Parlando con il Capitano Spaulding i ragazzi scoprono che lungo la strada trova luogo un albergo, davanti al quale si erge l’albero appeso al quale Satan, dopo essere stato catturato a causa dei suoi crimini, trovò la morte per impiccagione. Incuriositi i protagonisti decidono di indagare e recarsi verso l’albergo…

4You’re Next (2011) – Adam Wingard

Cos’è un bel film horror senza un po’ d’azione? Non c’è nulla come l’impagabile sensazione delle palpitazioni che accelerano mentre il nostro protagonista scappa a passi rapidi ed impauriti, cercando freneticamente con lo sguardo un nascondiglio, un angolo, una nicchia, qualcosa! Qualunque cosa possa tenerlo, almeno apparentemente, al sicuro dall’immancabile killer armato di cattive intenzioni e, perché no, un bel coltellaccio da macellaio. Insomma, se volete stare belli stesi sul divano, pronti a scattare come molle ogni due manciate di secondi, mi sento abbastanza tranquillo nel dirvi che questo titolo fa per voi.

Trama: I coniugi Aubrey e Paul Davison, sposati dalla notabile cifra di 35 anni, decidono di celebrare una così longeva unione invitando per cena i loro quattro figli e le rispettive famiglie. Il convito familiare ha luogo nella casa di Aubrey e Paul, una lussuosa villetta in posizione ben periferica rispetto al nucleo metropolitano della città, abbracciata dal morbido e isolante manto boschivo circostante. Risultano subito evidenti gli attriti tra i vari componenti della famiglia, dovuti a tensioni familiari del passato, sepolte da anni, ma forse non abbastanza a fondo. I toni della cena prendono rapidamente calore e la situazione degenera in un grosso e chiassoso alterco familiare, ma la foga dei litiganti viene gelata da una freccia che, infrangendo il vetro di una finestra, piomba nella stanza. La prima freccia e tutte quelle che seguono vengono scoccate da un gruppo di individui vestiti di nero, coperti in volto da maschere raffiguranti diversi animali di fauna forestale. Il panico della famiglia è crescente, mentre cerca di capire chi possano essere gli assalitori dal volto animale ma, soprattutto, perché stiano cercando di ucciderli.

5Nightmare Before Christmas (1994) – Henry Selick

Difficile classificare un lavoro magnifico come questo, nato dal tratto e dalla mente di Tim Burton e messo in piedi dall’irreprensibile lavoro registico di Selick. Lasciare che le animazioni di pongo e l’atmosfera di macabro gentile vi trascinino nella fasulla convinzione che sia un film destinato solo alla tenera età potrebbe essere uno degli errori più grossolani della vostra carriera da cine-spettatori. Nightmare Before Christmas è uno dei più delicati lavori d’animazione ad aver mai toccato uno schermo, in grado di dare al concetto di halloween un numero di personaggi carichi di un’efferatezza delicata, dando vita a quello che è un elogio del lato oscuro dell’infanzia, naif e con una sincera cattiveria, ma pur sempre innocuo e curioso. Questo è Nightmare Before Christmas con la sua magica storia, adatta a qualunque gusto cinematografico.

Trama: Nel lontano mondo di Halloween, dove si dedica un giorno dell’anno a festeggiare la Notte Delle Zucche e i restanti 364 a prepararne l’edizione successiva, Jack Skeletron è la star della sua piccola realtà. Quest’anno, come succede ogni anno, Jack ha conquistato gli elogi di tutti i suoi concittadini grazie alla sua famosa abilità nell’essere spaventevole, ma quest’anno tutto ciò non basta. Quest’anno Jack si sente vuoto, come se nel suo cuore ci fosse spazio per qualcosa di nuovo, diverso dalle feste macabre, le decorazioni sinistre e gli schiamazzi inquietanti, qualcosa che abbia la facoltà di donargli una sensazione nuova, mai provata prima. Girovagando inquieto per il suo mondo, Jack finisce per cedere alla sua curiosità e, un po’ per caso un po’ volontariamente, piomba in un mondo che non aveva mai avuto la gioia di poter vedere. Una fitta e morbida neve bianca lo circonda, i bambini cantano, gli elfi impacchettano delle grosse scatole addobbate con un nastro e delle gioiose lucine colorate illuminano la via verso la nuova città. Posto davanti a questo nuovo spettacolo, Jack scorda completamente la sensazione di vuoto e capisce che questa è la novità che cercava per rinnovare il suo piccolo e ripetitivo mondo. Conquistato dalla nuova gioiosa sensazione Jack torna a casa e decide di mettere in atto un’idea rivoluzionaria: convincere tutti gli abitanti della Città di Halloween a festeggiare il Natale!

(BONUS)

6Hausu (1977) – Nobuhiko Obayashi

Il “+1” incluso nel titolo non è casuale e siete stati così bravi da arrivare fino in fondo per scoprirne il significato. L’ultimo titolo che mi sento di suggerire è una piccola soddisfazione dettata dal mio gusto personale e che ritengo potrebbe essere non solo un titolo molto calzante per la notte più spaventosa dell’anno, ma anche un ottimo punto di partenza per allargare gli orizzonti cinematografici di molti. “Hausu” è una pietra miliare nell’ampia collezione nipponica del cinema dell’orrore, filone di grande importanza per i giapponesi, i quali negli anni hanno potuto studiarlo ed interpretarlo in modo completamente originale. “Hausu” ne è un esempio. La visione di “Hausu” potrebbe inevitabilmente non risultare fruibile per tutti, complici sia l’età del film, sia lo stile molto autoriale che lo caratterizza, ma rappresenta sicuramente una finestra ampia per costruirsi una visione sempre più nitida sugli stilemi dell’industria cinematografica asiatica.

Trama: Oshare, chiamata “Gorgeous” dalla amiche, è una giovane studentessa che si prepara ad iniziare le vacanze estive, che programma di passare assieme al padre vedovo e alle sue amiche. Oshare scopre però che il padre, fidanzato da qualche tempo con un’altra donna, ha deciso di risposarsi, annullando conseguentemente tutti gli impegni che aveva preso con sua figlia. Presa dall’ira a causa della notizia, Oshare decide di invitare le amiche ed andare a passare l’estate a casa della sorella della madre, che non vede da parecchio tempo, ma con la quale ha comunque dei contatti. La zia, che Oshare scopre essere costretta in sedia a rotelle, accetta volentieri sia la presenza della nipote che quella delle amiche, senza mostrare la minima ritrosia. La vacanza delle ragazze inizia in maniera felice e spensierata, ma col passare dei giorni Oshare e le altre iniziano a notare qualche stranezza sia nel comportamento della zia, sia nella casa in sé, ma senza darci troppo importanza. Tutto cambia quando, oltre alla zia, inizia a comportarsi in modo particolare anche Oshare stessa; è più aggressiva, più nervosa, come se qualcosa nelle sue amiche le desse fastidio e le provocasse una morbosa attrazione allo stesso tempo. Ciò che le amiche ancora non hanno notato è che la docile ed invalida zia di Oshare sembra essere direttamente collegata a tutto ciò che succede…