Oggi lo conosciamo come uno degli attori più talentuosi e richiesti del panorama mondiale, ma la carriera di Mahershala Ali non è stata sempre rose e fiori, e prima di affermarsi sui set hollywoodiani ha dovuto fare un bel po’ di gavetta.

L’attore afro-americano, all’anagrafe Mahershalalhashbaz Gilmore (in seguito accorcerà il nome e cambierà il cognome in Ali dopo essersi convertito all’Islam) nasce a Oakland nel 1974. Figlio di una ministra di culto battista e di un ballerino e performer di Broadway, cresce a Hayward in California e studia al Saint Mary’s College dove entra grazie a una “basketball scholarship”, ovvero una borsa di studio sportiva. Gilmore avrebbe addirittura la possibilità di giocare nell’NBA, ma presto capisce di non sentirsi pienamente a suo agio nell’ambiente cestistico, dove i giocatori vengono considerati quasi come oggetti, e decide di abbandonare quella strada; in seguito si laurea in Scienze della Comunicazione allo stesso Saint Mary’s College, dove coltiva la passione per la musica e per il teatro. Mahershala ama l’hip-hop e in più scopre una sua innata capacità nel rappare, due passioni che lo accompagnano da sempre, tanto che nel 2006 e nel 2007 con lo pseudonimo di Prince Ali realizza due dischi: Corner Ensemble e Curb side service. In seguito si diploma in recitazione alla New York University nel 2000 e, da questo momento, inizia la sua lunga strada come attore che lo porterà a vincere un Oscar e un Golden Globe.

I primi anni della sua carriera sono costellati da ruoli in prodotti televisivi, come quello del Dottor Trey Sanders nella serie Crossing Jordan o come quelli in 4400 e Codice Matrix, a cui si aggiungono apparizioni in singoli episodi in serie crime come NYPD Blue, CSI, Lie to me e Law & Order. Nel 2008 però, in mezzo a tutti questi piccoli ruoli televisivi, ecco che per Ali si presenta la possibilità di fare il suo esordio sul grande schermo: l’occasione si palesa grazie a David Fincher che gli offre il ruolo di Tizzy Weathers nel film Il curioso caso di Benjamin Button. Grazie a questa pellicola, Mahershala comincia a recitare più frequentemente in film destinati al cinema, anche se sempre in parti comprimarie, come Crossing Over di Wayne Kramer (2009), Predators di Nimrod Antal (2010), Come un tuono diretto da Derek Cianfrance (2011) e gli ultimi due capitoli della fortuna saga Hunger Games usciti in sala rispettivamente nel 2014 e 2015 ed entrambi diretti da Francis Lawrence.

In questo stesso periodo, Mahershala si afferma con sempre maggiore insistenza, anche grazie a due ruoli principali nel mondo della serialità televisiva. Il primo è quello che ricopre nella premiata House of Cards dove interpreta Remy Dalton, lobbista del Congresso che poi diventerà il responsabile della comunicazione di Frank Underwood (Kevin Spacey). Mahershala Ali dona al suo personaggio grande charme ed eleganza e la sua interpretazione non passa inosservata, tanto che nel 2016 viene nominato agli Emmy. Dopo quattro stagioni però, Ali decide di abbandonare i panni di Dalton, in quanto non vuole finire per essere identificato con un solo personaggio; l’attore afferma di averlo capito quando le persone lo fermavano per strada chiamandolo Remy. Il secondo ruolo importante che ricopre in questi anni è invece quello di Cornell “Cottonmouth” Stokes nella serie Luke Cage.

Dopo aver recitato al fianco di Matthew McConaughey in Free State of Jones, arriva per Ali il ruolo che cambia la sua vita per sempre. È il 2016 e nelle sale di tutto il mondo esce Moonlight, pellicola di Berry Jenkins premiata agli Oscar come Miglior Film, dove Mahershala interpreta Juan, uno spacciatore di crack dal cuore gentile che decide di prendersi cura del giovane Chiron, ragazzo continuamente bullizzato a scuola e con una madre drogata, insegnandogli tutto ciò che sa sulla vita. Il ruolo di Ali è rilegato alla prima mezz’ora circa, ma tanto basta per porlo sotto i riflettori: viene candidato ai Golden Globe, ai BAFTA e ai Satellite Award, e vince lo Screen Actors Award e l’Oscar come Migliore Attore non protagonista. La sua consacrazione come attore coincide con la stabilità familiare: il 22 febbraio 2017, infatti, si sposa con Amatus Sami-Karim e diventa padre della primogenita Bari Najma.

Green book: la nostra recensione del film candidato a 5 premi Oscar

Da questo momento la sua carriera prende definitivamente il volo: dopo una piccola parte nel film Il diritto di contare (2016) di Theodore Melfi, lo vediamo in Roxanne Roxanne (2017), film Netflix diretto da Michael Larnell, ma soprattutto in Green Book di Peter Farrelly, presentato l’anno scorso al Festival di Toronto e alla Festa del cinema di Roma. In questo film Ali interpreta Don Shirley, un bravissimo e colto pianista che verso i primi anni ’60 ingaggia come autista l’italo-americano Tony Vallelonga (Viggo Mortensen), affinché lo accompagni in una lunga tournée di concerti nel profondo sud degli Stati Uniti. Durante questo viaggio, Shirley deve affrontare il pesante clima razzista che si respira in quelle città e la convivenza professionale tra i due protagonisti si trasformerà in breve tempo in una grande amicizia. Mahershala colpisce di nuovo nel segno con questa magistrale interpretazione, tanto da ricevere la seconda nomination all’Oscar a distanza di soli tre anni dalla sua vittoria e guadagnandosi il primo Golden Globe come Miglior Attore Non Protagonista.

Il film sta ottenendo un grande successo al botteghino e ha riscontrato un importante riconoscimento anche da parte della critica; non sono dello stesso parere però i parenti di Shirley, che non hanno apprezzato la pellicola in quanto non rispecchia la realtà: secondo loro Shirley e Tony non sono mai stati amici e il film è pieno di falsità. Il 2019 è un anno particolarmente produttivo per Ali: oltre a Green Book lo vedremo questa settimana anche in Alita – L’angelo della battaglia, adattamento cinematografico dell’omonimo manga, dove interpreta Vector, uno degli antagonisti della protagonista. Allo stesso tempo, a inizio Gennaio è iniziata la nuova stagione di True Detective, la fortuna serie ideata da Nic Pizzolato, dove Mahershala veste in panni del detective protagonista Hays, intento a risolvere un caso di due bambini scomparsi, che si sviluppa nell’arco di tre fasce temporali. Infine, Ali ha prestato la voce al personaggio di Prowler nel film d’animazione già vincitrice di un Golden Globe (e attualmente il favorito nella corsa all’Oscar) Spider-Man: un nuovo universo.

Non sappiamo cosa riserverà il futuro a Mahershala Ali. Sicuramente il presente è roseo e ricco di soddisfazioni e si spera che potremo continuare ad ammirarlo sul piccolo e grande schermo nel prossimo e nel più lontano futuro. Nel frattempo l’attore afro-americano si gode la famiglia e la carriera, e si prepara a indossare un nuovo smoking da sfoggiare alla prossima cerimonia degli Oscar che si svolgerà a Los Angeles il 25 febbraio. Riuscirà a portare a casa la seconda statuetta?