Dalle piccole produzioni svedesi al Dolby Theatre: l’incredibile ascesa di Alicia Vikander

Prima il desiderio di diventare una ballerina, poi la travolgente passione per la recitazione che l’ha portata a essere una delle attrici più richieste di Hollywood. Ripercorriamo insieme la carriera di una delle nuove stelle nascenti del cinema.

“Ma sei certa di essere svedese?”. Questa è la domanda che Alicia Vikander si è sentita porre innumerevoli volte, in quanto i suoi occhi marroni, i capelli scuri e la pelle olivastra fanno di lei una svedese decisamente atipica e non conforme all’idea che solitamente abbiamo dei nordici. Ma la sua carta d’identità non mente.

La ventinovenne attrice e produttrice, infatti, nasce a Goteborg il 3 ottobre 1988, figlia di uno psichiatra e di un’attrice teatrale, e proprio grazie alla madre comincia ad avvicinarsi all’arte della recitazione. La sua prima esperienza pubblica risale al 1997, quando partecipa al programma svedese Smastjarnorna. Durante l’adolescenza però un’altra passione si fa strada nella sua vita, scaldandole il cuore: la danza. La giovane Alicia infatti vuole diventare una ballerina professionista e per seguire il suo sogno frequenta la Royal Swedish Ballet School, grazie alla quale partecipa a diversi musical nel teatro dell’Opera di Goteborg. In seguito si trasferisce a Stoccolma dove frequenta una nuova scuola di ballo e, durante le estati, studia danza nelle accademie all’estero, tra cui la School of American Ballet di New York. A causa di una serie di infortuni che purtroppo compromettono il suo futuro, Alicia è costretta ad abbandonare per sempre il suo sogno di bambina, cadendo anche in una depressione che la porterà ad andare in terapia di nascosto dalla famiglia.

Un’immagine tratta dal film di produzione svedese Pure, in uno dei primi ruoli importanti di Alicia Vikander.

Tornata in Svezia, riprende a lavorare in alcune produzioni televisive, riavvicinandosi sempre di più alla recitazione, e in seguito cerca di entrare in una Drama School svedese, ma per ben due volte viene rifiutata. Alicia però non si dà per vinta e dopo aver lavorato in alcune produzioni svedesi, come la serie TV Andra Aveyn e il film Pure (per la cui interpretazione riceve il premio come Migliore attrice al Festival del Cinema di Stoccolma e come Migliore attrice emergente al Festival del Cinema di Berlino), si trasferisce a Londra dove partecipa a casting su casting, finché non ottiene il ruolo di Kitty nel film Anna Karenina di Joe Wright, pellicola che apre ad Alicia le porte del successo internazionale.

Alicia Vikander e Aaron Taylor-Johnson intenti a ballare in una scena tratta da Anna Karenina.

In questo adattamento del romanzo di Tolstoj, la Vikander interpreta una ragazza vivace e perdutamente innamorata del Conte Aleksej (Aaron Taylor-Johnson) che, dopo averla corteggiata e conquistata, la abbandona quando si invaghisce della protagonista Anna (Keira Knightley), lasciando la povera Kitty in bilico tra la tristezza e la speranza di un nuovo amore. In questo film, la Vikander ha anche l’opportunità di mettere in mostra le sue doti di ex ballerina. In seguito, nel 2012 recita al fianco di Mads Mikkelsen nel film danese di Nicolaj Arcel intitolato The Royal Affair, mentre nel 2014 prende parte al film australiano Son of a Gun accanto a Ewan McGregor, e all’adattamento cinematografico del romanzo di M. L. Stedman La luce sugli oceani, dove divide il set con Rachel Weisz e Michael Fassbender.

Alicia Vikander e suo marito Michael Fassbender in La luce sugli Oceani, la pellicola che li ha fatti conoscere e innamorare.

Nel film La luce sugli oceani, l’attrice svedese interpreta in modo impeccabile e intenso Isabel, una giovane donna che vive in un’isola remota con suo marito Tom, il guardiano del faro, i cui panni sono vestiti appunto da Michael Fassbender. La loro vita scorre serena come l’acqua del mare che ogni giorno scandisce la loro quotidianità, ma come le onde arrivano a infrangersi sulla scogliera, anche le vite di Isabel e di suo marito vengono scosse da un evento improvviso: il ritrovamento di una barca, naufragata sull’isola con a bordo una bambina piccola e il cadavere di un uomo. Davanti a questa situazione Isabel decide di esaudire il suo bisogno di maternità, spingendo Tom a non segnalare il naufragio. In questo ruolo la Vikander mostra il suo lato più umano e fragile, dando vita a una performance attoriale di grandissimo livello, rubando a tratti la scena al suo co-protagonista, col quale inizia una relazione anche nella vita privata che li porterà a pronunciare il fatidico “sì” nel 2017.

Alicia Vikander è un androide fin troppo umano nel capolavoro di Alex Garland, Ex Machina.

Il 2015 è per Alicia Vikander l’anno più prolifico in quanto lavora in ben sei film: in Testament of Youth al fianco di Kit Harington; in Il settimo figlio di Sergej Vladimirovic Bodrovnel ruolo di Alice; è la voce narrante del documentario Ingrid Bergman: in her own words; inoltre recita nel film di Guy Ritchie Operazione U.N.C.L.E accanto a Henry Cavill e Armie Hammer e, infine, con una parte minore, ne Il sapore del successo con Bradley Cooper e Sienna Miller. Ma il ruolo nettamente più rilevante lo ricopre nella pellicola fantascientifica di Alex Garland Ex Machina, dove divide il set con Dohmnall Gleeson e Oscar Isaac, interpretando un androide affascinante e pericoloso dalla spiccata intelligenza, che le vale la nomination ai Golden Globe e ai BAFTA nel 2016 come Migliore attrice non protagonista.

Alicia Vikander è Gerda Wegener in The Danish Girl, ruolo che le ha fatto vincere l’Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista.

Nel 2016 raggiunge la definitiva consacrazione grazie alla parte in The Danish Girl di Tom Hooper, dove interpreta Gerda, moglie di Einar Wegener, il primo uomo a sottoporsi all’intervento chirurgico per il cambiamento di sesso. La performance della Vikander lascia senza parole il mondo della cinematografia, che si rende definitivamente conto del potenziale di questa piccola ma tenace svedese; grazie a questo ruolo riceve la candidatura ai Golden Globe come Migliore attrice in un film drammatico, quella ai BAFTA per la Miglior attrice protagonista e vince lo Screen Actors Guild Award e il Premio Oscar come Migliore attrice non protagonista. Con quest’ultima nomination diventa l’attrice svedese più giovane candidata all’Academy Award, dopo Greta Garbo, Ingrid Bergman, Ann-Margret, Lena Olin e Max von Sydow.

Il 2016 è anche l’anno in cui esce nelle sale con Jason Bourne, quinto capitolo della fortunata saga di Paul Greengrass, dove veste i panni di Heather Lee, capo della divisione di Cyber sicurezza determinata a dare la caccia all’ex agente della CIA, Jason Buorne. Un anno dopo recita nel film Submergence di Wes Wenders accanto a James McAvoy, prende parte a La ragazza dei tulipani, adattamento del romanzo di Deborah Moggach al fianco di Dane DeHaan, Christoph Waltz e Judi Dench, appena uscito nelle nostre sale italiane, e a Euphoria diretto da Lisa Langseth con un cast interamente al femminile dove spiccano Eva Green, Charlotte Rampling e la stessa Vikander che qui compare anche in veste di produttrice della pellicola.

Alicia Vikander è la protagonista del film Tomb Raider, in cui riprende il ruolo che è stato un tempo di Angelina Jolie.

Il 2018 dà una svolta alla sua carriera costellata da film drammatici e storici vestendo i panni di Lara Croft nel reboot di Tomb Raider, dove per l’occasione mette su 5 Kg di peso. Inevitabile il confronto con Angelina Jolie che interpretò la celebre eroina nei due precedenti film del 2001 (Lara Croft: Tomb Raider) e del 2003 (Tomb Raider – La culla della vita). La nuova Lara Croft però è diversa da quella interpretata dalla Jolie, come dichiarato dalla stessa Vikander durante le riprese: “Angelina ha reso questo ruolo iconico. Sapevo che non sarei riuscita a rifarlo e non è quello che stiamo facendo. Con Tomb Raider torniamo all’inizio e raccontiamo la storia dalle origini.”

Principessa. Sorella. Amante. Eroina. Durante la sua carriera Alicia Vikander ha interpretato personaggi sempre diversi, con la precisa intenzione di non accontentarsi mai di quello che già conosceva, ma volendo sperimentare sempre di più. Andare oltre i propri limiti. Dopo averla vista in Anna Karenina con la sua leggerezza e fragilità, difficilmente il pubblico si aspettava di ritrovarla, circa sei anni dopo, nei panni di un’inarrestabile eroina dei videogiochi. Alicia invece ha stupito tutti, dimostrando di non volersi fermare davanti a nulla, diventando in poco tempo una delle attrici più importanti e richieste dal panorama cinematografico internazionale.